Il porto di Ismaele
Produzione | Alessio Angelo e Antonio Martino
Regia | Alessio Angelo e Antonio Martino
Sceneggiatura | Alessio Angelo
Direzione fotografica | Antonio Martino
Anno di produzione | 2014
Musiche originali | Antonino Lombardo e Alceo Zampa
Il porto di Ismaele è un’opera prima che nasce dalla collaborazione di due autori, Alessio Angelo e Antonio Martino che vivono le frontiere territoriali, geografiche, culturali e simboliche come spazio condiviso caratterizzato da una molteplicità di segni e significati unici e diversificati. Entrambi nativi di Mazara del Vallo, gli autori hanno deciso di unire le proprie capacità tecniche e culturali per riuscire a descrivere, attraverso il linguaggio cinematografico e documentaristico, la città in cui sono nati, partendo proprio da ciò che è più nascosto, le tracce vive di una importante comunità islamica che ri-utilizza spazi arricchendoli di nuovi significati culturali, simbolici, sacri.
Per la maggior parte degli uomini e dei giorni un parcheggio; un luogo di lavoro e di attesa per imarinai del vecchio porto; il piazzale delle giostre per i bambini della città; per altri il luogo dove hanno scelto di vivere, perlomeno temporaneamente, posteggiando le proprie case; il luogo dell’imbarco del Santo patrono della città che raduna cristiani devoti, curiosi e amanti della tradizione; e nel mese lunare di Dhū l-Ḥijja, quello dedicato ai riti del pellegrinaggio, il luogo sacro per celebrare la ʿīd al-aḍḥā, la festa del sacrificio ai margini dell’Africa islamica. In uno spazio pensato, immaginato, condiviso e vissuto, a cui l’essere umano attribuisce una valenza simbolica e dei significati simultanei e distinti.
Gli autori, entrambi appassionati di linguaggio audiovisivo, presentano un breve saggio del loro lavoro, un cortometraggio con una vita propria ma che si inserisce all’interno di un progetto più ampio e articolato che comincia a prendere forma.
Ad accompagnare l’occhio discreto della telecamera il corno francese di Alceo Zampa ed il contrabbasso di Antonino Lombardo, con musiche originale appositamente composte. Si unisce una voce fuori campo dal tono descrittivo e insieme poetico.